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Arctic MX6

Salve oggi andremo a testare la nuova pasta termoconduttiva di Arctic, la MX6.

I test verranno eseguiti con un “vecchio” Intel 5960x su piattaforma X99, sia con impostazioni stock che in overclock.

Ho scelto questa Cpu perchè, nonostante l’età, ha un alto Tdp, permettendo di verificare la pasta a dovere.

Testeremo le 3 versioni della serie Mx, ovvero la 4, la 5 e l’ultima la 6, non ho incluso la 2, ormai in disuso.

Qui trovate i test precedenti ricordando anche che cambiando il sistema i risultati sono diversi.

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Inoltre ho fatto anche una prova con la Kingpin KPx, una delle migliori, votata però a un utilizzo “extreme”, potendo sopportare temperature bassissime senza dare problemi, utilizzata in overclock con processori portati ben oltre sotto lo 0 celsius.

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Per avere una uniformità di applicazione ho spalmato ogni pasta, ben sapendo che le Extreme come la Kpx necessitano di una dose maggiore, ma ho voluto di proposito applicare la medesima quantità, cercando di replicare quello che farebbe un utente mettendo il classico” chicco di riso” come quantità.

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Come possiamo notare a fine test l’impronta lasciata dalla pasta è ottimale con questo metodo.

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Mentre la Kingpin Kpx non ha lasciato un valido segno pur spalmata al solito modo.

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Foto di un’altra Cpu, ma la quantità era la solita

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Evidente che sia scarsa come quantità, tenete conto quando leggete i risultati 😉

Il 5960x verrà testato a stock con voltaggi automatici e 3500Mhz di turbo in overclock a 4200Mhz con 1.25 volt.

Dissipatore utilizzato il Noctua Nt-Dh15 ad aria, forse il miglior dissipatore non a liquido presente sul mercato.

Nessun componente o pasta è fornita dalle aziende produttrici.

Nel video seguente mostro le varie viscosità.

Mi scuso anche per il riflesso che non aiuta la visione perfetta ma si comprende come si comportino le varie paste.

Inoltre anche un vecchio video dove mostro come si può spalmare una pasta “dura”, con l’ausilio del Phon.

Test eseguito con Aida64 per 15 minuti con questa impostazione.

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Temperatura ambiente sui 22,5 gradi, ho la fortuna di averla lineare durante tutto l’anno, con minime variazioni.

Test

STOCK

MX4 STOCK
MX4 STOCK
MX5 STOCK
MX5 STOCK
MX6 STOCK
MX6 STOCK
KPX STOCK
KPX STOCK

OVERCLOCK

MX4 OC
MX4 OC
MX5 OC
MX5 OC
MX6 OC
MX6 OC
KPX OC
KPX OC

Come è possibile verificare dai dati negli screenshot, non ho alzato molto la tensione, utilizzando “solo” 1.25v, questo permette di avere meno differenza tra le varie paste, alzando i voltaggi le differenze si dilatano.

E’ facilmente prevedibile che la Kpx, con la giusta quantità e nello scenario ideale, dia maggiori garanzie, soprattutto agli Overclockers seri.

A ogni modo in queste condizioni tutte le paste hanno un comportamento simile e le differenze sono poche.

Gli screenshot sono a dimostrazione, per rendervi chiari i test seguono i grafici riassuntivi.

STOCK
STOCK
OVERCLOCK
OVERCLOCK
Conclusioni

Come abbiamo potuto notare le differenze tra le varie paste sono minime, ciò mi permette di dire tranquillamente che per un uso quotidiano vadano bene tutte quelle testate.

Se devo scegliere e consigliarne una propendo per la MX5, si gestisce molto bene, semplice da applicare e costo abbordabile.

La Kingpin ha un indirizzo specifico, adatta a un uso estremo, evitando di spaccarsi in condizioni di overclock estremo e sottozero, permettendo di eseguire benchmark senza doverla applicare di nuovo.

Ne va messa di più…:)

Spero di avervi dato chiare indicazioni e vi ringrazio per avermi seguito

Simone Giannini

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